Passatore, Patrizia Bellia stringe i denti e conquista Faenza: “La mia gara più dura, più estrema, più bella”
La sofferenza è iniziata presto, quando mancavano ancora oltre 75 chilometri al traguardo. Ma fermarsi non era un’opzione. Così Patrizia Bellia, atleta astigiana della Gate Cral Inps, ha stretto i denti e ha portato a termine la sua terza partecipazione alla 100 Km del Passatore, chiudendo in 14h48′ una delle edizioni più difficili degli ultimi anni.
L’ultramaratona che collega Firenze a Faenza, disputata nel rovente fine settimana del 23 e 24 maggio, è stata caratterizzata da temperature particolarmente elevate, tanto da provocare circa un migliaio di ritiri lungo il percorso. In questo contesto impegnativo gli atleti astigiani hanno comunque saputo mettersi in evidenza.
Il compagno di squadra Davide Gambino ha concluso la sua prova in 10h55’10”, mentre Stefania Simonelli, astigiana del Team Casa della Salute di Genova, ha firmato una prestazione di altissimo livello chiudendo in 8h59’22”. Per lei l’ottavo posto assoluto femminile e il terzo posto nella categoria SFB del Campionato Italiano Master.
Per Bellia, invece, la gara si è trasformata ben presto in una sfida contro il dolore. Due vesciche sanguinanti, comparse già al 23° chilometro, hanno compromesso il tentativo di migliorare il proprio tempo personale. “Sono stata sfortunata, due vesciche sanguinanti mi hanno messa ko quando non era ancora trascorso un quarto di gara. Sono arrivata al traguardo soprattutto grazie all’esperienza accumulata negli anni”.
Nonostante tutto, l’atleta astigiana non ha mai preso in considerazione l’idea del ritiro. Ha affrontato i 100 chilometri in completa autonomia, senza assistenza personale lungo il percorso e con il telefono acceso soltanto in due occasioni per comunicare la propria posizione al marito Roberto Bosso, che l’attendeva all’arrivo di Faenza. “Ho dato davvero tutto quella notte. Farlo da sola, senza crew e senza supporto psicologico, è stata dura”.
Nel suo racconto emergono immagini che spiegano bene il fascino unico del Passatore: la notte trascorsa sugli Appennini, il silenzio dei boschi, il cielo pieno di stelle osservato spegnendo per qualche istante la lampada frontale. E poi i ristori, con la pasta mangiata a mezzanotte, le continue bevute per contrastare il caldo e il caffè caldo utilizzato per combattere la fatica. Uno dei momenti più difficili è arrivato sulla salita verso il Passo della Colla, quando il dolore al piede era diventato quasi insopportabile. Anche in quel frangente Bellia ha trovato la forza di proseguire fino alla vetta e poi verso il traguardo. “Il Passatore è davvero la 100 chilometri più bella del mondo. È temuta solo da chi non le porta rispetto”.
L’arrivo in Piazza del Popolo, a Faenza, ha regalato ancora una volta emozioni intense. Dopo quasi quindici ore di gara, tra caldo, sofferenza e fatica, l’accoglienza del pubblico e l’abbraccio del marito hanno reso speciale anche questa edizione. A rendere ancora più significativa la trasferta è arrivato anche il quinto posto nella propria categoria, un risultato che premia la determinazione dimostrata lungo tutto il percorso.
A oltre una settimana dalla gara, le conseguenze fisiche sono ormai quasi superate. Le vesciche stanno guarendo e Bellia ha già ripreso gradualmente l’attività con yoga, massaggi e una breve corsa di prova da cinque chilometri.
Resta qualche rammarico per il cronometro, ma nessun rimpianto.
“Piano piano sono arrivata e non mi rimprovero nulla. Il piede è stato un fattore determinante, ma ci riproverò ovviamente”.
Perché il Passatore, per chi lo ama, è una sfida che non finisce mai davvero al traguardo.


