Pentathlon, il presidente Vescio ad Asti per fare chiarezza sulla questione delegato e per guardare al futuro
Il nuovo presidente della Federazione Italiana Pentathlon Moderno, Gabriele Vescio, insieme al vicepresidente Pierluigi Giancamilli e al segretario della Federazione Salvatore Sanzo sono stati ad Asti nei giorni scorsi per incontrare le società piemontesi, ed è stata l’occasione per un incontro, che si è tenuto prima di quello con i rappresentanti delle società, con i giornalisti della stampa locale per fare chiarezza su alcuni articoli usciti proprio sui giornali locali (tra cui quello pubblicato dalle nostre testate di seguito correlato) come ha precisato il presidente Vescio in apertura di conferenza: “Il senso di questo incontro che abbiamo deciso di convocare in occasione di una riunione che avevamo con le società di Asti, siccome negli ultimi giorni erano usciti gli articoli di stampa”.
Il presidente è passato “al motivo scatenante di questa chiacchierata che abbiamo deciso di fare, è proprio nell’ottica di far capire quanto il movimento di Asti sia importante per la Federazione Pentathlon perché ricordo l’articolo scatenante di questa vicenda, gestione sportiva eccezionale, non si capisce perché il delegato non venga nominato all’interno di società di Asti, ma la risposta è molto semplice perché la gestione amministrativa di un ente o una delegazione, o di una società sportiva non va di pari passo con il risultato sportivo, non vuol dire che se io sono bravo a organizzare l’attività sportiva devo essere un bravo amministratore, e qua abbiamo avuto delle prove, nel senso che Asti ha dei risultati eccellenti e nessuno l’ha mai messo in discussione dal punto di vista sportivo e da un movimento sportivo assolutamente primario all’interno della Federazione con tanti atleti che hanno ottenuto risultati di rilievo, non per questo deve esprimere dei dirigenti che siano altrettanto bravi a livello amministrativo. Noi abbiamo avuto i dirigenti di Asti che si sono occupati della Federazione, della Delegazione e le loro gestioni sono culminate in queste situazioni, che sono situazioni che fanno male alle persone, alla Federazione, alle società e ad Asti, quindi oggi noi siamo qui e incontreremo anche le associazioni di Asti proprio per trovare una soluzione condivisa di persone che possano gestire il movimento, essere sul territorio e cercare di trovare il modo di amministrare al meglio l’attività della delegazione mantenendo la gestione sportiva che è stata fatta fino ad oggi, che è una gestione buona, però capite bene che è un obbligo per la federazione nel momento in cui ci sono delle problematiche dal punto di vista amministrativo, mettere dei commissari che in questo caso sono dal punto di vista amministrativo il segretario dal punto di vista politico il vicepresidente che controllano la corretta gestione in attesa di nominare una nuova persona, ma essere commissariati non vuol dire che non c’è una buona attività. Quindi fare un articolo dicendo che è incomprensibile il fatto che se c’è una buona attività ci possa essere un commissariamento è incongruente, perché è proprio questo il caso, abbiamo delle persone che si sono dimostrate cattivi amministratori e degli ottimi dirigenti sportivi, quindi questo era un po’ il chiarimento che volevamo fare.”
Dopo aver chiarito che nel nostro articolo non c’era la richiesta di un delegato astigiano, ma la nomina di un delegato, il focus è stato spostato sul futuro partendo proprio da questa nomina: “Adesso noi dobbiamo individuare una persona che possa fare il delegato qui perché finché non troviamo una persona giusta e il delegato rimango io come commissario, non è che ci sono alternative, ma crediamo che nel giro di poco tempo ci sarà una soluzione” ha dichiarato il vicepresidente Giancamilli.
“Come sapete le elezioni sono state il 15 novembre, il consiglio che ha deciso il commissariamento è stato di fine novembre quindi ci sono dei tempi fisiologici per programmare la stagione e decidere la soluzione migliore, non avendo individuato una figura che conoscesse il territorio e che potesse essere una figura di fiducia della federazione, nel senso che quel delegato è l’espressione diretta del Presidente sul territorio quindi capite bene che sul territorio dove sono successe queste cose prima di dare la responsabilità a una persona di gestire per il mio conto quindi come se fossi io sul territorio ci deve essere un allineamento totale su quella che è la direzione” ha proseguito il presidente Vescio.
E’ stato chiesto poi al presidente se a livello di struttura avessero pensato qualcosa per Asti,
“E’ un altro motivo perché siamo venuti perché la situazione è abbastanza complessa perché queste strutture erano state deliberate dal precedente Consiglio sono state già acquistate e pagate dal precedente Consiglio, ci sono state quindi problematiche con il fornitore non dipese da noi nel senso che quando si paga integralmente un’opera prima di averla ovviamente ci sono stati dei ritardi perché il fornitore ha perso interesse a consegnare; adesso stiamo cercando di mettergli pressione e ci ha detto che uno degli impianti che erano stati acquistati dovrebbe essere già pronto. Adesso siamo venuti anche per questo per fare una valutazione strategica e capire dove è più necessario e dove è più opportuno impiantarla immediatamente perché come sapete qui sul territorio piemontese si allena anche il medagliato olimpico Giorgio Malan e anche loro hanno fatto richiesta della struttura. Essendo strutture molto costose, la Federazione non si può permettere di distribuire a tutte le società italiane, dobbiamo fare una valutazione ponderata per capire se c’è l’urgenza maggiore per un medagliato olimpico rispetto a delle esigenze che sono importanti. Tra le varie valutazioni ci sono anche quelle di natura logistica e organizzativa, ovvero impiantare delle strutture che sono abbastanza grandi perché stiamo parlando di linee di quasi 100 metri, ci vuole uno spazio per mettergli questi ostacoli in linea, poi non solo dove metterla bisogna pensare anche come proteggerle queste strutture. Sono state impiantate dalla vecchia gestione già 2-3 in giro per l’Italia che purtroppo già adesso ci stanno mandando proprio oggi delle foto, segnalazioni cose che si stanno ammalorando perché non era stata prevista una copertura”.
Per quanto riguarda invece gli investimenti previsti dalla Federazione per gli atleti di eccellenza che esprime il pentathlon astigiano e piemontese
“Noi abbiamo previsto due circuiti principali, un circuito della nazionale giovanile che sta lavorando su dei progetti per allargare il monitoraggio degli atleti che hanno le caratteristiche per diventare un domani atleti forti. Per la prima volta è stato organizzato a gennaio un collegiale della Nazionale allargato per poter fare dei test valutativi di natura neuromuscolare e fisiologica, per cercare di capire le modalità d’allenamento e come far crescere questi ragazzi più giovani sotto il controllo della Nazionale giovanile e il rapporto con le società di appartenenza. Perché questo? Perché finché i ragazzi sono in età scolare la Federazione può dare un supporto ma non può creare i propri progetti perché il tempo che i ragazzi hanno a disposizione ovviamente è molto limitato e non gli consente poi di spostarsi, trasferirsi, non è neanche giusto strapparli dalle loro radici. Mentre invece adesso il progetto che abbiamo pensato per i ragazzi più giovani che devono crescere, che non hanno ancora raggiunto lo status di atleti olimpionici o di atleti di livello mondiale, è quello di creare delle Academy, una è già sorta a Montelibretti e possono aderire tutti gli atleti che hanno determinate caratteristiche e quindi hanno appena finito la scuola, che sono ancora nelle categorie giovanili o al primo anno senior e che hanno già vestito la maglie della Nazionale in passato e che abbiano la qualifica di atleti di interesse nazionali, A quel punto verrà organizzata la crescita all’interno del settore tecnico con gli stessi tecnici che faranno da coordinatori e organizzatori della disciplina degli atleti olimpionici di altissimo livello per cercare di dargli il massimo servizio che la federazione può mettere a disposizione di un ragazzo per poter crescere” ha spiegato il presidente.
“L’altra idea, per quanto riguarda il territorio astigiano, ed è uno dei motivi per cui siamo venuti anche qua, è che stiamo valutando la possibilità di far sorgere un’altra Academy proprio nell’area di Asti, cercando di creare un pool di tecnici che lavorano sotto l’egida della Federazione e che possono convogliare gli atleti di questa zona geografica, perché oltre a quelli di Asti ci sono anche degli atleti giovani abbastanza promettenti nell’area di Torino e quindi essendo geograficamente vicini cercare di creare un’organizzazione gestita dalla Federazione che possa aiutare i ragazzi nella crescita in un momento difficile, che è la fine della scuola.
Questo è un progetto che dipenderà molto dai contributi di Sport e Salute, non so se avete seguito tutta la vicenda, noi purtroppo per le gestioni precedenti e per il sistema amministrativo che era stato creato, sostanzialmente Sport e Salute ha sospeso il 20% del contributo destinato alla Federazione Pentathlon, circa un milione di euro, adesso stiamo facendo le interlocuzioni, loro ci hanno sostanzialmente chiesto di creare un progetto per riequilibrare la gestione amministrativa sbagliata che era stata impostata in questi ultimi anni” ha chiosato Vescio.
Abbiamo chiesto al presidente quali fossero le iniziative per far crescere la diffusione del Pentathlon Moderno
“Avete toccato proprio un punto che mi ha molto a cuore, ed è stato anche uno dei punti fondamentali di tutta la mia campagna elettorale, nel senso che il pentathlon è sempre stato uno sport di nicchia, viene praticato in maniera seria in 5 regioni d’Italia su 20 e questo è un altro parametro di quelli che Sport e Salute ci contesta nel dire che non rientriamo dentro la media delle federazioni. Il pentathlon è uno sport peculiare e quindi non può essere valutato come vengono valutati tutti gli altri sport, perché servono strutture, servono impianti, servono risorse. Il progetto che io ho a cuore e che ho appunto caldeggiato anche nella fase elettorale e che è già partito, l’abbiamo già approvato nel Consiglio di Dicembre, una delle prime cose che ho voluto, è questo progetto che ho denominato Penta15, che serve proprio a portare il pentathlon in almeno 15 regioni italiane nell’arco del triennio in cui sarò in carica. abbiamo detto 15 regioni ma non è soltanto uno sviluppo su base regionale, ma uno sviluppo su base provinciale, quindi sostanzialmente noi garantiamo tutta una serie di benefit a delle società magari anche che fanno attività in altri sport come la scherma o come il triathlon che sono degli sport affini. Bisogna cercare di fare un passo oltre e cercare di trovare il modo di far fare Pentathlon a chi non lo fa altrimenti spotenziamo chi lo fa ma rimaniamo sempre in un gruppo abbastanza ristretto.
Dico un’ultima cosa, insieme al progetto PENTA15 si è integrato un progetto che era stato già messo a bando da Sport e Salute e già assegnato alla federazione Pentathlon che deve essere realizzato e quindi li abbiamo fusi, sostanzialmente: questo era un progetto che doveva portare degli eventi, delle manifestazioni e una formazione in giro per l’Italia e quindi un altro benefit che avranno i posti dove vogliamo far nascere il Pentathlon è di portare questi eventi, questa formazione nelle scuole per far conoscere la disciplina. E’ fondamentale che i due progetti lavorino in maniera sinergica perchè se noi creiamo il più bell’evento del mondo, ma non abbiamo poi delle società di Pentathlon che sono pronte ad accogliere i ragazzi che si possono affascinare vedendo l’evento, noi abbiamo buttato dei soldi che potevano essere utilizzati in un altro modo.”
Sulla possibilità che Asti ospiti nuovamente nel centro cittadino, come lo scorso ottobre, il campionato italiano di Laser Run, il presidente non si è sbilanciato: “è stata presentata la richiesta, ci sono ovviamente altre richieste in giro per l’Italia quindi bisognerà valutare anche tutte le varie situazioni che verranno messe a disposizione, nel prossimo consiglio verranno portate tutte le proposte e poi il consiglio deciderà chi assegnarla. Si tratta di un evento molto richiesto perché attira tanta gente, è facile da organizzare ed è molto spettacolare.”



