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Il paradosso piemontese del pentathlon moderno: risultati al vertice, ma senza delegato

I recenti raduni giovanili nazionali hanno offerto una fotografia chiara dello stato di salute del pentathlon moderno piemontese. A fine dicembre, al Centro di Preparazione Olimpica di Montelibretti, e a inizio gennaio al Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito della Cecchignola, erano impegnate le categorie Under 15, Under 17, Under 19 e Junior. In totale, su 62 atleti convocati dalla Federazione, ben 18 erano piemontesi. Di questi, 15 hanno effettivamente preso parte ai due raduni, su un totale di 56 presenze complessive.

Numeri che parlano da soli e che raccontano di un movimento vivo, strutturato e competitivo, capace di incidere in modo significativo sul panorama nazionale. Un movimento che, negli ultimi due anni, ha raggiunto risultati di assoluto rilievo, sia a livello individuale che di squadra.

Il simbolo più evidente di questa eccellenza è Giorgio Malan. Il torinese è oggi il miglior pentatleta italiano e la sua medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024 ha riportato l’Italia sul podio olimpico del pentathlon moderno dopo oltre trent’anni. Un risultato storico, che da solo basterebbe a certificare il peso del Piemonte nel contesto nazionale.
Accanto a Malan, spicca il percorso dell’astigiana Alice Sotero, atleta di riferimento del pentathlon femminile italiano. Tre Olimpiadi consecutive disputate – Rio 2016, Tokyo 2020 e Parigi 2024 – e un quarto posto a Tokyo, miglior piazzamento femminile azzurro di sempre, eguagliando il risultato ottenuto da Claudia Corsini ad Atene 2004.

Ma il valore del movimento piemontese non si esaurisce nei suoi atleti più noti. Nel 2024 lo Junior Pentathlon Asti, società di punta non solo regionale ma anche nazionale, ha conquistato tutti i titoli italiani femminili, dalla categoria assoluta fino all’Under 13. Un dominio tecnico e organizzativo che ha pochi precedenti.

Il 2025 ha ulteriormente consolidato questo quadro. Gli atleti piemontesi, in particolare quelli astigiani, sono stati protagonisti in maglia azzurra conquistando medaglie ai Campionati Mondiali ed Europei in diverse categorie. Tra i risultati più significativi spiccano l’oro mondiale a squadre assoluto di Valentina Martinescu, l’argento ai Mondiali Under 17 e l’oro europeo Under 17 di Annachiara Allara, oltre ai podi continentali Under 15 di Giorgia Gennaro. Risultati che testimoniano una continuità di rendimento dal settore giovanile fino all’élite internazionale.
Sul piano nazionale, anche nel 2025 il Piemonte ha continuato a raccogliere titoli italiani individuali e a squadre. Dai successi Under 19 maschili dello Junior Pentathlon Asti, ai titoli Under 17 e Under 15 femminili, fino alle categorie Under 13, Asti si è confermata uno dei principali poli del pentathlon italiano.

Ed è proprio alla luce di questo contesto che appare quantomeno singolare la situazione istituzionale del Piemonte. Come riportato testualmente sul sito federale, in riferimento alle decisioni del Consiglio Federale n. 6/2025, il primo dopo l’elezione del nuovo presidente Gabriele Vescio: “Per la regione Piemonte, infine, sono stati nominati responsabili pro-tempore il Vicepresidente Pierluigi Giancamilli e il Segretario Generale Salvatore Sanzo per le questioni amministrative, in attesa di individuare una figura adatta per una regione molto importante per la Fipm a livello strategico.”

Una decisione che sorprende se messa in relazione ai risultati sportivi ottenuti. Il Piemonte è oggi l’unica regione a non avere un delegato, nonostante rappresenti uno dei motori principali del pentathlon moderno italiano, per numero di atleti, qualità dei risultati e continuità progettuale.

“Non si tratta di una polemica, ma di una constatazione. I numeri, i titoli e le convocazioni raccontano di una regione che produce eccellenza e che contribuisce in modo determinante all’immagine e ai successi della Fipm. Proprio per questo, il riconoscimento istituzionale di tale ruolo appare un passaggio naturale e coerente” spiega Luigi Giardullo, presidente dello Junior Pentathlon Asti e già delegato del Piemonte per diversi anni nel periodo recente.
“Il movimento piemontese, e in particolare quello astigiano, ha dimostrato sul campo di meritare attenzione. Ora la sfida è trasformare questi risultati sportivi in una struttura federale altrettanto solida e rappresentativa.”