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Pinta Sportiva, Riccardo Bisti presenta il suo libro ‘Il Toro di Amsterdam’: “Solo i pali fermarono quella squadra meravigliosa”

Serata di presentazione a tinte granate per Riccardo Bisti, giornalista e telecronista di tennis con una grande passione per il Toro, che al Fuoriluogo di Asti, insieme a Clara Mondonico, Gian Luigi Lentini e alla moderazione di Davide Chicarella, ha parlato di “Il Toro di Amsterdam-Luci e ombre di una storia tutta granata”, il libro che racconta nel dettaglio la cavalcata in Coppa Uefa della stagione 1991/1992, culminata con la sconfitta in finale nel doppio scontro contro l’Ajax. Ma non solo. Perché nel libro si parla anche di fatti extra calcistici che hanno cambiato radicalmente la storia di uno dei club più iconici della storia del calcio. Un epilogo sfortunato quell’annata 91/92, in cui i ragazzi di Mondonico – che in tre anni passarono dalla Serie B fino a sfiorare l’apoteosi europea – colpirono due pali e una traversa al ritorno in Olanda dopo il pirotecnico 2-2 di Torino. Ma il tutto fu reso leggendario anche dal celebre gesto della sedia del “Mondo”, che si innervosì, come mai gli era successo, per un rigore non fischiato a Cravero dall’arbitro Zoran Petrovic: “Quel gesto nasce nell’osteria dove sono cresciuto – dirà il tecnico nel libro – Lì dentro quando sei su di giri partono le ‘sediate’. Volevo far valere le mie ragioni e decisi di alzare al cielo una sedia”. 

Un gesto che è un po’ l’emblema dei 115 anni di storia del Toro – racconta Bisti – che combatte da sempre contro il destino. L’idea era quindi quello di raccontare in modo definitivo il Toro più bello che i tifosi della mia generazione abbiano mai vissuto, dopo quello che vinse lo scudetto nel 1976. E quale modo migliore se non quello di ascoltare la voce e le sensazioni di chi quel gruppo lo ha vissuto sulla propria pelle”.

La prefazione del libro è, invece, a cura di Clara Mondonico, figlia di Emiliano, venuto a mancare il 29 marzo 2018 “Per me quella coppa l’abbiamo vinta noi, a prescindere da quello che dice l’albo d’oro. Ho pianto tanto quella sera, ero una bambina e ci rimasi tanto male. Seguivo la squadra ovunque, sempre insieme al mio papà. Ho ricordi indelebili di quel gruppo di uomini prima ancora che calciatori. Volevano bene al loro mister, lo hanno sempre ascoltato anche quando si ritrovavano agli eventi nei panni da ex calciatori. Bastava un gesto di papà e tutti obbedivano. Quel trofeo è scolpito nei nostri cuori. E da lì nessuno ce lo potrà togliere. Cuori speciali, cuori granata. Quale altra squadra può dire dire di aver preso tre legni in una finale? Nessuna, solo il Toro. Forse è anche lì che si può sintetizzare cosa voglia dire tifare per i colori di questa squadra”. 

Presente all’evento anche Gian Luigi Lentini, stella di quella squadra, che al suo interno vantava nomi di assoluta caratura tecnica quali Rafael Martin Vazquez (ex Real Madrid) e Scifo ma anche giocatori da battaglia come Bruno e Annoni: “Quella finale rappresenta la delusione più grande della mia carriera, ma tutto il percorso fatto – dal primo giorno di ritiro alla partita contro l’Ajax – non potrà mai essere cancellato da una singola notte andata storta. Soprattutto il legno di Sordo (Gianluca, ndr), arrivato al novantesimo, fu una grande amarezza. Ne abbiamo parlato tanto: purtroppo era destino che andasse così”

Una figura molto importante – croce e delizia per certi aspetti – fu anche quella del Presidente Gian Mauro Borsano. Una gestione sportiva impeccabile (portò il Torino Calcio dalla Serie B del 1989 alla finale di Coppa Uefa nel giro di tre anni e alla vittoria della Coppa Italia nel 1993) ma anche punti oscuri che condannarono Borsano a 3 anni e 4 mesi di reclusione per reati vari contro il patrimonio, compresi quelli ai danni del Torino Calcio e lasciarono il club granata sull’orlo del fallimento, evitato successivamente con l’arrivo di Gian Marco Calleri. Lo definisce così Bisti: “Il libro si pone la domanda se la figura di Borsano sia stata positiva o meno. La risposta che mi sono dato è che non lo so. Grazie a lui, abbiamo raggiunti livelli sportivi mai toccati negli ultimi 40 anni ma è anche vero che la rovina finanziaria è iniziata proprio con Gian Mauro Bersano. Mi sono interessato alle varie documentazioni di quel periodo nero per il mondo granata, cercando ogni mattina, con l’obiettivo – poi riuscito – di ottenere la sentenza del Tribunale di Torino. Come scrivo nel libro “c’è un germe un po’ carogna che aleggia sopra al Toro: tutte le persone che hanno problemi con la giustizia si interessano a questa società” . 

Non entro in merito alle vicende giudiziarie ed economiche, ma posso dire che il 29 marzo 2018 solo un uomo comprò una speciale pagina di giornale per rendere omaggio a mio padre e quell’uomo fu Gian Marco Borsano – commenta Clara Mondonico -Un gesto bello che ho molto apprezzato. Non ci ha mai fatto mancare nulla ed è sempre stato onesto con noi. Un giorno arrivò da mio padre e gli disse che doveva vendere alcuni pezzi pregiati perché era nella m…a e mio padre gli rispose che l’importante è che fosse sincero con i tifosi. Gli interessava solo quello. Borsano aveva tanta passione e ci ha portati a grandi risultati. 

Lentini dice poi la sua sul calcio di oggi, che non permette più di portare, a parte rare eccezioni, fino alla prima squadra 5/6 giocatori dal vivaio come invece è successo al suo Torino: “Ora sarebbe impensabile, il mercato è cambiato e di tanto. Le società, appena hanno la minima possibilità, vendono i loro gioiellini. Chi mi somiglia di più oggi? Per caratteristiche direi Leao del Milan: i rossoneri li guardo con molto piacere. Nel complesso, sono rimasto legato a tutte le squadre dove ho militato, ma in particolare con Toro e Milan con cui ho passato più anni e ho lasciato più ricordi”

Per i più nostalgici, ecco la rosa di quel Torino (stagione 1991/1992):

PORTIERI: Di Fusco, Marchegiani, Pastine

DIFENSORI: Annoni, Benedetti, Bruno, Cravero (Capitano), Gargo, Lanzara, Mussi, Policano, Sottil

CENTROCAMPISTI: Bertelli, Carillo, Cois, Fusi, Lentini, Vazquez, Scifo, Sordo, Sinigaglia, Venturin

ATTACCANTI: Bresciani, Casagrande, Puglisi, Vieri

 

 

Il libro uscirà il 28 aprile: oltre a essere disponibile in libreria è ordinabile su tutti gli store online, da Amazon a tutti gli altri. Ci sarà un buon numero di presentazioni, su tutte una in occasione del Salone del Libro di Torino.

 

 

 

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