Quantcast

Gianfranco Tartaglino si racconta dopo l’avventura sul Monte Bianco: uomo d’acciaio più forte delle cadute

“Sarò fermo fino a inizio ottobre, ho ancora fastidio alle costole, sto facendo della terapia d’acqua e laser anche per uno strappo al bicipite femorale, in Hastafisio.” comincia come un bollettino medico la chiacchierata con Gianfranco Tartaglino, avvocato di San Damiano d’Asti che si dedica alle “Ultra”, specialmente in montagna.

Sono passate già due settimane dalla vittoria al CCC®, la “sorella minore” dell’UTMB, di 100 km e 6100 metri di dislivello positivo, ma i dolori sono ancora vivi.

“Già prima della partenza avevo dovuto fare delle Tecar e la mesoterapia perché avevo una contrattura ad una coscia. In effetti sono partito con questa contrattura e ho pensato di ritirarmi dopo due ore. Poi ho realizzato che sul ripido non faceva male ma solo nei tratti pianeggianti dove si trattava di correre. Ho imparato a convivere con il fastidio in quelle parti e sono andato avanti anche se ora il problema è peggiorato. Ho ancora anche la mano gonfia per la caduta e dolori alle costole con cui convivo ancora adesso.”

Tartaglino

Ma nonostante ciò, quella di Tartaglino con la CCC è una storia di grande passione iniziata nel 2011, anno della prima partecipazione, l’aveva conclusa nel 2017 ma non pienamente soddisfatto e nel 2018 si era dovuto ritirare nella edizione che “se fossi riuscito a concludere mi avrebbe dato più soddisfazione rispetto a quelle precedenti”.
Ed è proprio questo il fattore che ha fatto tenere duro Tartaglino quest’anno: poco prima dell’ottantesimo km è caduto quando mancava un chilometro al ristoro dove si era ritirato nell’edizione 2018. In quel momento ha capito che avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di arrivare al traguardo.

Al ristoro Gianfranco si è preso il suo tempo, è stato medicato, disinfettato e visitato dal personale medico presente “che mi ha dato il via libera per riprendere il cammino, durato ancora 4 ore circa con 1000 m di salita seguiti dalla discesa per arrivare al traguardo.” Sono stati km molto impegnativi con problematiche legate alla respirazione causata dalla costole, ma Gianfranco è arrivato stoicamente al traguardo dove si è reso conto aver vinto la categoria.

Per la serie di corsi e ricorsi storici non è la prima volta che Tartaglino conclude la CCC con una vittoria di categoria: era già capitato proprio alla prima partecipazione, dieci anni fa, nel 2011, quando aveva vinto la categoria dei 50-59. Quest’anno, a distanza di 10 anni, si è portato a casa il campanaccio che celebra la vittoria tra i V3, la categoria francese che racchiude dai 60 ai 69 anni.

Viene spontaneo immaginare Gianfranco tra 10 anni vincere la categoria degli M70-79. Ma lui non la vede allo stesso modo. “A 70 anni non la faccio più! – dichiara anche se si sa che i podisti cambiano facilmente idea sul “mai più” – Questa è l’ultima volta che farò questo circuito. A dire la verità in questo periodo mi diverto di più a fare cose per me e fare gare solo una volta ogni tanto per avere qualche stimolo ma non mi vedo ancora gareggiare fra 10 anni alla CCC!”

Intanto, anche se Gianfranco deve guarire del tutto e deve aspettare metà ottobre per fare dei programmi, già si guarda avanti per i prossimi obiettivi: “Avrei voluto fare, entro quest’anno in cui ho compiuto 60 anni, un’attraversata del deserto della Giordania ma non sarà possibile, sia per il mio discorso fisico sia per la situazione generale di questo momento, ma spero di farla nel 2022. Non mi dispiacerebbe anche affrontare un sentiero in Francia, che da Nizza porta a Strasburgo, ovviamente in autogestione.”