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Ultimo giorno di attesa per la Six Days di Enduro

Con la formula ufficiale “dichiaro aperta la 95^ edizione della sei giorni internazionale di enduro”, il presidente della Fédération Internationale de Motocyclisme Jorge Viegas ha chiuso ieri, sabato 28 agosto, la cerimonia di inaugurazione che ha avuto come scenario la spettacolare struttura del Castello Visconteo di Pavia.
Prima di entrare nel vivo della competizione, la colorata passerella dei rappresentanti delle nazionali iscritte al campionato mondiale a squadre ha rappresentato l’occasione per festeggiare il ritorno, dopo la pausa imposta dall’emergenza sanitaria, di quella che è ufficialmente la prima competizione motociclistica della storia nata nel lontano 1913. Una sosta forzata che, come ha sottolineato il Presidente Viegas, non ha ancora consentito il totale ritorno alla normalità e “mette tristezza vedere che a una competizione mondiale non siano rappresentati tutti i cinque continenti”. All’appello manca infatti, proprio causa pandemia, l’Oceania, con gli specialisti australiani, mentre l’Asia deve accontentarsi dei cinque piloti israeliani e del solitario giapponese.

La Sei Giorni, che torna in Italia per l’undicesima volta è la prima che ha coinvolto due regioni, Lombardia e Piemonte, con all’opera due motoclub, quello di Pavia e l’Alfieri di Asti. Un evento sostenuto e voluto da tanti, che, come ha sottolineato il sindaco di Pavia Fabrizio Fracassi, “consente di riportare Pavia e il suo territorio al centro di dinamiche nazionali e internazionali. È un sogno, partito dalla fine degli anni Novanta, che si avvera. Realizzato non senza difficoltà, perché le persone contrarie non mancano mai, ma i due motoclub ci hanno creduto fino in fondo e la loro perseveranza ci ha premiati”.

L’evento che partirà domani mattina – lunedì 30 agosto – dall’aeroporto di Rivanazzano Terme avrà un impatto che va oltre i confini locali, come ha tenuto a precisare il Senatore Roberto Mura, consigliere regionale della Lombardia. “Gli organizzatori hanno dovuto superare vicissitudini incredibili, non determinate solo dal covid. Ma adesso è arrivato il momento di giocare una partita importante, di sfruttare un’operazione di marketing territoriale e accedere alle prospettive che eventi di questo genere rappresentano. Senza dimenticare che a livello sportivo, in questa specialità nessuno ha niente da insegnarci”.

Sarà un evento destinato a entrare nella storia, e contribuirà a far conoscere la Valle Staffora e la Val Curone ed il territorio circostante anche oltre i nostri confini. Tutti ne sono convinti, a cominciare da Marco Poggi, sindaco di Rivanazzano Terme, dove ha sede il quartier generale della manifestazione, e Paola Massa, sindaco di Monleale, il piccolo borgo all’interno del quale è tracciata tra le vigne una scenografica prova speciale. Ma le amministrazioni coinvolte sono molte di più, sono infatti 21 i comuni piemontesi e 9 quelli lombardi che saranno interessati al transito della competizione di livello mondiale assoluto.
La loro collaborazione è stata fondamentale per tirare le fila di un’organizzazione che dal primo momento ha mostrato di voler garantire la massima attenzione all’ambiente. A coordinare le varie esigenze ci hanno pensato i tre membri del Comitato Organizzatore: Giorgio Bandoli, presidente del motoclub Alfieri di Asti, primo assegnatario dell’organizzazione della Sei Giorni, Edoardo Zucca, a capo del motoclub Pavia ben presto coinvolto nell’impresa, e Valter Carbone, presidente del Comitato Regionale FMI Piemonte.

Ora tutto è pronto, e da domani, lunedì 30 agosto, toccherà ai piloti verificare il valore del lavoro svolto da tutti i volontari coinvolti nell’organizzazione. Prima dell’accensione dei motori resta solo l’apparente calma della giornata di attesa. In questa domenica di fine agosto le moto che hanno superato le verifiche tecniche sono tutte schierate nel parco chiuso e potranno essere prelevate dai piloti solo all’orario fissato per la partenza.
Ma non si è trattata di una giornata di riposo: i conduttori sono stati impegnati già dal primo mattino a effettuare le ricognizioni, rigorosamente a piedi, sulle prove speciali, alla ricerca delle migliori traiettorie che possono far risparmiare centesimi di secondo preziosissimi alla fine dei sei giorni di gara. Poi, da domani, non ci sarà più tregua per chi dovrà stare in sella, per i meccanici, i medici, i volontari, i cronometristi e per tutti coloro che sono impegnati in questa grande avventura!

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