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Riccardo Averna a SportAsti: “Il nostro obiettivo è quello di aiutare a mettere ordine all’interno del calcio astigiano”

Le prime parole a SportAsti del neo Presidente dell’A.S.D. San Domenico Asti Riccardo Averna

Se ne è parlato tanto in questi giorni, sin dal giorno della nascita della nuova società. Si può dire che insieme all’Asti neopromosso in serie D sia l’argomento sportivo che tiene maggiormente banco nella città di Alfieri. Stiamo ovviamente parlando dell’A.S.D San Domenico Asti, sodalizio nato da meno di un mese dalla fusione di Canelli S.D.S 1922 e Real Asti C5, e che la prossima stagione giocherà nel campionato di Eccellenza e nella C2 regionale di futsal. Con il Presidente Averna abbiamo parlato di questo nuovo progetto e degli stimoli che lo hanno portato a compiere questa scelta. Una scelta che poi, alla fine, non è altro che un ritorno alle proprie radici.

Presidente Averna, quali sono le sensazioni di questo nuovo inizio?

Le sensazioni sono certamente positive, in quanto ho trovato un ambiente desideroso di ricominciare a respirare un’aria diversa. La nostra idea è quella di sfruttare al massimo il flusso positivo portato dalla promozione dell’Asti in Serie D. Partendo da dove? Sicuramente dal settore giovanile. Con il progetto sport ad Asti si stanno mettendo le basi, assieme ad altre compagini astigiane, per costruire un polo territoriale che permetta alle società partecipanti all’iniziativa di crescere i giocatori del domani in casa propria, senza doverli andare a scegliere da altre parti. Avremo tutte le categorie coinvolte e ciò mi rende davvero felice. Un bambino che scende in campo con lo stemma del San Domenico Asti mi riempirà sempre il cuore di gioia”.

Un ritorno alle origini ma paradossalmente anche uno stacco netto col passato. Come giudica il triennio sotto il nome di Canelli SDS?

Sono stati tre anni in cui sicuramente ci aspettavamo di poter raggiungere la Serie D, ma così non è stato, in alcuni casi per demeriti nostri in altri per meriti degli altri. Voglio comunque ringraziare la piazza di Canelli che ha ci ha trasmesso entusiasmo e passione in ogni occasione e con cui – non va dimenticato – abbiamo portato a casa la Coppa Italia 2018/2019. A loro dedico le migliori fortune. Ora però siamo concentrati sul San Domenico. Il passato è passato”. 

All’Asti è andato Bruno Scavino, grande personaggio dello sport astigiano, con cui condivide non solo l’amore per il San Domenico ma anche quello per la Brumar. Cosa ha imparato da lui in tutti questi anni?

“Quando parlo di Bruno Scavino è sempre un piacere. E’ una persona fantastica, un uomo che si è sempre messo in prima persona nel cercare di far crescere lo sport ad Asti. Spesso mi chiedo quante ore ci siano nelle sue giornate, perché riesce a stare dietro a tutte le sue creature con enorme entusiasmo. Grazie a lui i campi di Rocchetta Tanaro, Quarto e Praia ora sono disponibili e accessibili, mentre fino a pochi anni fa non erano considerati da nessuno. Voglio ancora dire questa cosa e ci tengo che venga sottolineata. Molti stringono il discorso del sacrificio di Scavino solo a livello economico e secondo me non è giusto; il suo pane quotidiano è quello di alzare ogni volta l’asticella per permettere allo sport astigiano di eccellere. E’ veramente un grande uomo di sport. Lo stimo molto e merita il meglio”.

Parlando di campo: che San Domenico Asti sarà?

“Sarà un San Domenico Asti che si riaffaccerà all’Eccellenza e dovrà farlo con enorme umiltà, ma senza timore degli avversari. Quello che vogliamo evitare è di dare false speranze, quindi ci limitiamo a dire che proveremo a proporre un bel calcio proprio come vuole il nostro mister Camillo Cascino e, alla fine del girone d’andata, in base alla posizione in classifica, fisseremo l’obiettivo stagionale. Non sarà semplice, davanti a noi ci sono squadre molto attrezzate (Albese su tutte), ma noi cercheremo di dare filo da torcere a tutti. Inoltre voglio menzionare il nostro staff tecnico, di assoluta qualità, con un occhio di riguardo alla tecnica e al divertimento del calciatore. Sono tanto entusiasta di questa nuova avventura e non vedo l’ora di vedere tutta la squadra alla presentazione di mercoledì 4 agosto. Ci sono gli ingredienti giusti per una grande annata. Infine con grande orgoglio posso affermare che la prima squadra disputerà le partite casalinghe al “Censin Bosia”, anche questo vuol dire attaccamento alla città”.

In conclusione, non potevamo lasciarla andare senza parlare dell’altra sua grande passione oltre il Calcio: il futsal. Il suo S.D.S Asti giocherà il campionato di C2.

“Il Futsal l’ho imparato ad amare col tempo, ma ora non riesco proprio a farne a meno della mia Real Asti che naturalmente ora giocherà sotto il nome di San Domenico Savio Asti. Le altre squadre astigiane sono anch’esse di ottima caratura, segno che si sta muovendo qualcosa, a partire dall’Orange che è un fiore all’occhiello per quel che riguarda il settore giovanile passando poi per altre realtà. Giocheremo una C2 in cui sarà veramente difficile far combaciare tutti i punti sia per i giorni che per gli orari, e dico così non a caso dal momento che la trasferta più vicina sarà ad un’ora di macchina, ma non ci faremo comunque trovare impreparati. Per i match in casa con ogni probabilità useremo la Palestra “Dalla Chiesa” ma è un punto che stiamo ancora valutando. A parte queste piccole formalità, voglio che la gente da fuori capisca il valore del nostro lavoro, che sia calcio o calcio a 5 poco importa. Cercheremo di portare avanti tutti i nostri progetti e di mettere sempre al primo posto il bene dei nostri sportivi”.