L’Italia piange Paolo Rossi: ci lascia all’età di 64 anni l’eroe del Mundial 1982

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Paolo Rossi ci ha lasciato nella notte dopo aver combattuto a lungo contro un brutto male. A comunicarlo sui social è stata la moglie Federica Cappelletti, che ha accompagnato ad uno struggente “Per Sempre” una foto che ritrae la coppia in un momento di dolcezza e spensieratezza.

Il ricordo più acceso è senza dubbio quello riferito al Mondiale 1982, un torneo in cui “Pablito” riuscì a convincere il Ct Bearzot a convocarlo, nonostante sole tre partite giocate con la Juventus a causa della squalifica per calcioscommesse e un Roberto Pruzzo reduce da due stagioni come capocannoniere del campionato. La scelta si rivelò quella giusta alla distanza dopo che le tre partite della prima fase a gironi culminarono con altrettanti pareggi contro Polonia, Camerun e Perù e senza nessuna rete del numero 20.

Dopo aver superato l’Argentina di Maradona, scomparso due settimane fa, gli azzurri ritrovarono il loro centravanti nella partita da molti definita come “la più importante di quel Mondiale”, vale a dire lo storico successo ai danni del Brasile di Zico, Socrates e Falcao in cui Paolo Rossi realizzò una fantastica tripletta che ci diede l’accesso alla semifinale del Camp Nou contro la Polonia. Da lì Rossi non si fermò più: doppietta ai polacchi e goal nella finale del Bernabeu, che gli valsero il riconoscimento di Capocannoniere della manifestazione.

Paolo Rossi era un “ragazzo come noi” cantava Antonello Venditti nella sua canzone “Giulio Cesare”, un ragazzo capace di rispondere alle critiche con il lavoro e l’umiltà, prendendosi la scena con ferocia ma senza sovrapporsi agli altri. A distanza di 31 anni dalla morte di Gaetano Scirea, se ne va un altro pezzo di storia di quella grande squadra che fece gioire un intero paese in quella magica notte spagnola dell’11 luglio 1982.

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