Alessandro Ferro difensore e uomo spogliatoio del Don Bosco Asti: “Orgoglioso di quanto sia maturata la squadra”

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Tra i protagonisti del Don Bosco Asti che sogna il salto di categoria figura certamente Alessandro Ferro, difensore di scuola biancorossa, dove per anni il padre Claudio ha svolto un fondamentale ruolo di collaboratore del club, prezioso come leader del gruppo allenato da Marco Patti.

Un calciatore frenato negli ultimi mesi da parecchi guai fisici ma fondamentale, non solo per il ruolo in campo: un uomo spogliatoio di un gruppo che con la forza del collettivo punta dichiaratamente ai playoff nel campionato di Prima Categoria.

«Sono stato molto fortunato nel mio percorso agonistico – ammette Alessandro – Ho avuto la fortuna di giocare nel settore giovanile biancorosso, allenandomi al fianco di campionissimi, l’ultimo dei quali Vasile Mogos, attuale calciatore del Chievo Verona in Serie B. Quelli ai galletti sono stati anni bellissimi, ho avuto tecnici che mi hanno aiutato parecchio a maturare. Ricordo in particolare Marco Fornello, con cui abbiamo vinto l’Eccellenza, e Stefano Civeriati. Il carisma del “Cive”, che è stato un grande calciatore e uno specialista nei calci piazzati, il suo spessore come tecnico ma soprattutto come uomo, sono ricordi indelebili».

Dopo gli anni biancorossi e l’avventura al Cerro Praia, l’approdo al Don Bosco: «Le mie scelte sono state progressivamente dettate dalle esigenze legate al lavoro e alla volontà di giocare al fianco di mio fratello. Nel mio percorso ho stretto legami di forte amicizia, in particolare con Federico Vaccaro, cui mi lega una profonda stima. Quando mi sono trasferito al Don Bosco conoscevo poco della società e dello staff ed ero reduce da risultati sportivi non soddisfacenti. Oggi posso affermare che la decisione di vestire gialloblu sia stata la migliore che potessi prendere, perchè faccio parte di un club composto da grandi persone. Mister Marco Patti e Beppe Morena sono le anime di questo progetto e due uomini che stimo molto, aggiungo anche che il collettivo è la nostra arma preponderante. E’ un piacere vivere i compagni in campo e fuori, un aspetto fondamentale in categorie come le nostre».

«Abbiamo vinto la Coppa Piemonte al “Censin Bosia”, una bella soddisfazione, e siamo riusciti a raggiungere la Prima Categoria. Quest’anno puntiamo a migliorarci, a raggiungere i playoff, e abbiamo le carte in regola per riuscirci. Mi ha sorpreso il Felizzano, avversario molto ostico, in generale credo però che il Sexadium sia la squadra da battere».

«Sono orgoglioso di quanto sia maturata la squadra e in particolare della crescita esponenziale di Delponte, un amico e un grande difensore. Da ragazzini eravamo avversari, con le maglie di Asti e San Domenico, ora noto come sia diventato un centrale di altissimo livello, più forte di me, e ne vado fiero. Sono mesi tribolati per me a causa di diversi infortuni, non so se quando il campionato riprenderà potrò essere in campo, certamente però sarò il primo sostenitore della squadra nella corsa ai vertici del Girone», chiosa.

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