Piemonte in zona arancione: ad Asti riaperto il campo di atletica, il plauso dell’assessore Mario Bovino alle società calcistiche

Il passaggio del Piemonte da zona rossa ad arancione ha avuto conseguenze dirette anche per il mondo dello sport.

Infatti mentre restano chiuse piscine, palestre, teatri e cinema, possono ripartire le attività sportive individuali nei centri sportivi all’aperto. Ad Asti oggi ha riaperto il campo di atletica che è quindi tornato a disposizione delle società, anche se non si potrà accedere agli spogliatoi che resteranno chiusi.

“Non appena abbiamo avuto la conferma del passaggio del Piemonte in zona arancione, ci siamo subito attivati per poter riaprire il campo di atletica da oggi” dichiara l’assessore Mario Bovino che aggiunge “colgo l’occasione per ringraziare tutto il personale degli uffici preposti per il lavoro svolto.”

Tra i centri sportivi all’aperto che possono riaprire ci sono anche i campi da calcio, anche se ieri quasi tutte le società calcistiche astigiane con un comunicato congiunto hanno dichiarato “dopo una attenta analisi della attuale situazione sanitaria della nostra Regione e nello specifico della Provincia di Asti, considerata che la precarietà e la portata del fenomeno epidemiologico non consentono ancora una tutela sanitaria esente da rischi per tutti i nostri tesserati e conseguentemente per le nostre famiglie, in accordo, tutte le società sopranominate, hanno concordemente stabilito di optare per il perdurare dello stop da qualunque attività sportiva per tutte le categorie giovanili fino a data destinarsi.
Tale decisione al fine di contribuire a migliorare la situazione generale e procedere ad un nuovo inizio dello sport giovanile senza ulteriori stop e interruzioni.”

Una decisione che l’assessore Mario Bovino ha apprezzatto molto: “Condivido appieno la loro decisione, è stata una scelta di grande responsabilità e di questo voglio ringraziare tutti i presidenti e i dirigenti delle società che hanno aderito. Il momento è difficile per tutti, in particolare per i ragazzi che già non seguono le lezioni in presenza (dalla seconda media in su ndr) e in questo momento sono privati anche dell’attività sportiva, ma è fondamentale fare in modo che quando si ripartirà non ci si debba più fermare. Da parte mia cercherò di fare di tutto per dare il massimo supporto alle società quando si potrà ripartire.”