Don Bosco Asti, in attesa di tornare in campo mister Marco Patti fa un bilancio dell’inizio stagione

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Cinque partite disputate, tre successi e due pareggi: cammino senza battute d’arresto in avvio di stagione per l’ambizioso Don Bosco Asti di mister Marco Patti, che si conferma tra le squadre di vertice del proprio girone di Prima Categoria. Una nuova casa, quella di Refrancore, che ospita tutte le gare interne gialloblu e accoglie molte attività sportive, un progetto di crescita graduale con lo sviluppo della scuola calcio.

Il “trait d’union” è rappresentato dalla figura di mister Marco Patti, allenatore e gestore del progetto del club. Assieme a lui tracciamo un primo parziale bilancio di stagione, in attesa di ritrovare le conferme e le sentenze del terreno da gioco.

Mister, dopo cinque giornate siete ancora imbattuti e veleggiate nelle zone alte della graduatoria: immagino che il bilancio in casa Don Bosco sia decisamente positivo…
«Senza dubbio il nostro è stato un buon inizio di campionato, non abbiamo mai perso e la squadra ha dimostrato di avere un’identità precisa. Se posso fare il perfezionista devo ammettere che l’unico rammarico è quello di aver commesso alcune ingenuità nel corso delle partite disputate. Senza di esse avremmo potuto capitalizzare di più, addirittura forse vincere tutte le cinque gare di inizio stagione».

La tua squadra dimostra di crescere anno dopo anno, mese dopo mese, segno di un aumento di maturità e consapevolezza…
«Sono molto felice che i ragazzi mi seguano con entusiasmo e impegno. Stiamo sviluppando idee e certezze ed è merito di chi da anni lavora con me e anche dei volti nuovi. Abbiamo gradualmente inserito in rosa elementi di provata esperienza, come Mortara, Giannicola e Vicario, che hanno contribuito nell’aumentare la consapevolezza dei ragazzi. I giovani, al contempo, e i confermati, sono sempre più concreti: credo che il motivo sia da ricercare nell’ottima unità del collettivo. Un dato che mi piace sottolineare è che abbiamo spesso fatto la differenza nel secondo tempo, segno di una determinazione importante».

Il paradosso è che alcuni volti nuovi li hai potuti utilizzare decisamente poco…
«Già, non appena saremo al completo potremo fare ancora meglio. mai come quest’anno siamo stati frenati da acciacchi fisici e muscolari».

Quanto è prezioso un attaccante come Giannicola?
«Mirco non ha fatto gol finora ma è stato indispensabile sulle singole giocate, procurandosi rigori e facendo segnare i compagni, è un acquisto fondamentale».

Che campionato è quello 2020-2021?
«Un torneo segnato dalla pandemia, che difficilmente si concluderà. Immagino che una soluzione possa essere fare solo l’andata e dei playoff, magari a quattro squadre, per definire le promozioni, per quanto sia una decisione impari, perchè alcune compagini disputeranno in trasferta partite chiave. Tuttavia va sottolineato come molti sodalizi non abbiano campi da gioco illuminati ed è difficile, se non impossibile, pensare a una infinità di turni serali infrasettimanali. L’impressione generale è che le squadre di bassa classifica siano tutte in grado di dar filo da torcere, l’abbiamo sperimentato affrontando Solero e Tassarolo. Nelle zone alte c’è equilibrio, sarà un torneo molto lottato».

Quanto è prezioso avere una nuova casa?
«Molto. Refrancore non è solo il nostro terreno di gioco ma è anche una attrezzata polisportiva, dove accogliamo molte attività e la nostra scuola calcio».

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