Luigi Giardullo sul caso piscina di Asti: “E’ evidente che a questa amministrazione non interessa nulla dello sport astigiano”

Lo Junior Pentathlon Asti è stata una delle prime società a ripartire dopo la lunga sosta per il lockdown ed è stata anche la prima organizzare una gara regionale di Pentathlon su tutto il territorio nazionale.

A questo si aggiunge il grande successo riscosso dal pentacamp, il centro estivo organizzato dal sodalizio astigiano, con molti  dei ragazzi che vi hanno partecipato che hanno deciso di tesserarsi per lo Junior e iniziare così a praticare con costanza l’attività sportiva.

Nonostante tutto questo Luigi Giardullo, presidente della società astigiana e delegato regionale della Federazione Pentathlon Moderno in questi momenti non riesce a guardare al futuro con ottimismo e il motivo è uno solo e ce lo spiega lui:
“Siamo molto preoccupati per la questione piscina: ad oggi, e sono già passati i primi dieci giorni di settembre, non si sa ancora quando riapre in quanto non c’è una risposta ufficiale, ma è ormai chiaro che l’apertura avverrà solo all’inizio del prossimo anno perché devono essere svolti i lavori.”

Un grosso problema per una società che sta per iniziare la stagione:
“Questo per noi è molto grave: non sapendo se sarà disponibile la piscina, abbiamo iniziato a cercare un’alternativa, ovviamente fuori provincia in quanto ad Asti questo è l’unico impianto in grado di soddisfare le nostre esigenze, ma purtroppo anche per i limiti previsti dalla normativa anti-covid, non sarà facile trovare impianti che abbiano posti disponibili.
I problemi per noi sono due: uno è l’aumento dei costi per andare fuori Asti qualora trovassimo posti in altri impianti, l’altro è quello di non sapere quanti atleti riusciamo a fare allenare e di conseguenza a tesserare.”

Fa arrabbiare Giardullo, e molti altri, la gestione della questione piscina da parte dell’amministrazione comunale:
C’è qualcosa che non quadra e che non capisco: se i lavori sono così urgenti da non poter riaprire per motivi di sicurezza l’impianto non si capisce perché non siano stati programmati e fatti durante la chiusura estiva. Oltretutto c’era tutto il tempo durante il lockdown di progettarli per farsi trovare pronti al momento della ripartenza. Se invece non sono urgenti e viene confermato che, come si è fatto nell’ultimo anno, si può continuare ancora, senza alcun rischio per gli utenti, non capisce anche qui perché non si programmino i lavori per la prossima estate durante la chiusura estiva.
Anche in questa occasione non c’è stata chiarezza: o finora si è nuotato in una situazione di pericolo oppure si può continuare ancora per i prossimi mesi e poi fare i lavori in estate. Nessuno pensa al fatto che sia le società sportive, sia il gestore e i singoli cittadini che usufruiscono della piscina abbiano già perso diversi mesi per via della chiusura per il Covid, dopo che l’apertura la scorsa stagione era già stata rinviata di un mese Adesso si parla di nuovo di 4-5 mesi in cui di fatto non si può usufruire di questo impianto, è davvero troppo.”

Si torna così alla riflessione che Giardullo aveva già fatto due mesi e mezzo fa durante un’altra intervista:
E’ ormai evidente che a questa amministrazione, come alle precedenti non interessi nulla dello sport astigiano; io lo avevo già anticipato a fine giugno che non c’era una idea di ripartenza per settembre e adesso, oltre al grave problema della piscina, c’è anche la questione palestre per cui, da quanto mi risulta parlando con le altre società sportive, non si sa ancora nulla. E’ evidente per lo sport sono sempre state chiacchiere per ottenere voti e non si è mai veramente interessato nessuno. L’unico che ha provato a fare qualcosa per il mondo sport è l’assessore Mario Bovino ma si è trovato a combattere contro un muro, purtroppo per lui è un assessore “senza portafoglio”, e quindi le responsabilità e le decisioni ricadono sempre sulla stessa persona…”