Tra carenze di spazi e sanificazioni obbligatorie, quale futuro per lo sport astigiano?

Lo sport deve fare i conti con le sanificazioni e non sarà certo una cosa facile trovare la quadratura del cerchio in una situazione come quella astigiana che si inquadra in una cornice complicata al punto da far traballare anche l’ottimismo che caratterizza l’assessore allo sport del comune di Asti, Mario Bovino.

Il tema è stato affrontato con esperti del settore del terzo incontro virtuale tra il Comune e il tessuto sportivo astigiano, che nella serata di ieri, giovedì 28 maggio, ha avuto come ospiti il CONI Piemonte e suoi professionisti. Grazie al delegato provinciale astigiano Lavinia Saracco, ha voluto manifestare la sua vicinanza al mondo dello sport locale il presidente del CONI Piemonte Gianfranco Porqueddu, che ha presentato il dott. Gianpasquale Ganzit, responsabile della ricerca Scientifica dell’Istituto di Medicina dello Sport di Torino, e l’ing. Mauro Crosio, dello staff del settore Impiantistica Sportiva del CONI Piemonte.

Il quadro che hanno delineato i due ospiti non è così roseo, come ci si poteva immaginare. Le società dovranno dotarsi di un protocollo di sicurezza in cui si presenteranno nero su bianco le linee adottate per garantire l’adozione di norme anticontagio. Questo dovrà essere adottato dal Consiglio Direttivo e illustrato a tutti i tecnici. Se questo sarà applicato nei minimi dettagli, la società sportiva potrà essere esente da responsabilità nel caso di problematiche legate ad eventuali contagi da Covid-19.

Le cose non sono semplici, soprattutto da noi dove le attività si svolgono in palestre comunali e provinciali, alcune date in gestione alle società che a loro volta concedono spazi ad altre realtà sportive. Perchè se le regole sono tante, le cose sono un poco più semplici per le attività che si svolgono in palestre di proprietà dell’associazione. La condivisione degli spazi crea quindi problemi di responsabilità: chi deve effettuare la sanificazione? E chi è dunque responsabile nel caso ci fossero delle problematiche?
Le stesse domande, a cui al momento non si ha una risposta, valgono per la concessione delle pedane nei parchi all’aperto, che addirittura attualmente sono state nuovamente chiuse dal Sindaco di Asti per evitare assembramenti in luoghi dove non si può effettuare costantemente la necessaria sanificazione.

Perchè se le società dovranno garantire l’ordinaria pulizia, utilizzando alcool o conegrina, l’areazione senza ricircolo dei locali, i bollini a terra che aiutino a mantenere le distanze necessarie, una sanificazione vera e propria dovrà essere effettuata periodicamente. E chi dovrà farla in una palestra comunale?
Il discorso ad Asti si complica ancora di più in quanto si sta ipotizzando di utilizzare proprio le palestre come aule scolastiche a settembre prossimo, resterà qualche posto nella nostra città dove le società sportive potranno pensare di ripartire davvero con le attività?

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