Marilena Cervellino: “Alla SCA siamo come una Famiglia. Queen’s Cup? Evento ben riuscito che vogliamo replicare”

Marilena Cervellino è il VicePresidente Sca. Dopo tanti anni passati prima in campo con l’AstiSport, poi seduta in panchina, è coinvolta in prima persona nel promuovere il Calcio Femminile nel panorama astigiano. Il grande successo della Queen’s cup, la nascita del Progetto Pink, sempre con uno sguardo verso il futuro.

Iniziamo parlando del progetto Pink SCA, com’è nato?
Partiamo dicendo che la SCA Femminile è nata come AstiSport. Io all’epoca allenavo la squadra femminile e siamo riuscite a toglierci delle belle soddisfazioni, vincendo coppe e campionati vari. Dopo aver chiuso con AstiSport, è arrivata l’opportunità della SCA, in cui abbiamo portato il nostro lavoro nelle scuole, raggruppando sia i maschi che le femmine. All’inizio non è stato facile perchè si faceva fatica a raggiungere un numero idoneo ma poi le cose sono decisamente migliorate.

E come sta procedendo?
Sta andando molto bene. Trovo che sia stato molto importante il Mondiale del 2019, il quale ha sicuramente fatto aumentare nelle bambine il desiderio di giocare. Ora da una decina di bambine che avevamo siamo passate a oltre 35, l’idea era quello di fare un polo astigiano di giovanili e ciò sta riuscendo nel migliore dei modi grazie all’aiuto fondamentale dei nostri tecnici. Inoltre è importante sottolineare di come anche le bimbe siano coinvolte nella Juventus Academy, non solo poco tempo fa abbiamo organizzato un evento importante come la Queen’s Cup che ha riscosso grande successo, anche grazie alla partecipazione di ben sette squadre professionistiche.

Hai parlato della Queen’s Cup. Ci parli di questa prima edizione?
E’ un progetto partito da me, Federico Lombardi e Lorenzo Bertero, delegato femminile provinciale. Sapevamo che non sarebbe stato facile, in quanto ci sono poche società femminili under 10 nel territorio ma la risposta è stata positiva dal momento che sono intervenute società professioniste quali Juventus, Sampdoria, Genoa, Novara, Fiammamonza, Parma e Virtus Entella. Il riscontro del pubblico è stato ottimo, hanno partecipato il Sindaco e gli Assessori, anche il tempo ci ha aiutato e l’idea è sicuramente quella di replicare il torneo.

In conclusione, hai abbracciato il progetto SCA sin da subito. Cosa significa far parte di questa Società?
E’ come far parte di una Famiglia: ci confrontiamo, ci aiutiamo, ci riappacifichiamo. Non capiterà mai che ci si accusi, si trova la soluzione in un attimo. Per me guai chi tocca i miei colleghi, la prendo in maniera aziendalista, ci tengo molto e il rapporto instaurato nel tempo mi permette di viverla così. E’ cambiato poco a livello di organigramma in questi anni, siamo cresciuti insieme e questo è il posto migliore per migliorare e stare in allegria, incarnando i valori principali della vita. Parlando dei bimbi, che sono la parte più importante, abbiamo bisogno di vedere il campo sempre pieno, e quando questo non succede ,come in questo periodo, è tutto molto triste.