Antonio Pantaleone si racconta dopo la Mezza di Verona

A Verona, in occasione della 13a Gensan Giulietta e Romeo Half Marathon, valevole anche per il tricolore, gli atleti targati Brancaleone Asti sono stati protagonisti.

Al femminile, Elisa Stefani è giunta al sesto posto, quinta nel Campionato Italiano, con 1h13’32”, suo nuovo primato personale. Con 1h13’09”, davanti a lei, troviamo Antonio Pantaleone, che dopo le uscite di Novara e della Mezza delle Due Perle di Portofino, si è buttato nella mischia di una “mezza” di altissimo livello per ritrovarsi, puntando dritto al primato personale. Un primato che non è arrivato per 32 secondi, ma che segna il definitivo ritorno di Antonio, dopo anni da protagonista nelle corse su strada astigiane seguiti da un periodo difficile.

Si riaccendono dunque i riflettori su Antonio, da sempre protagonista in maglia Brancaleone, a cui abbiamo posto alcune domande su questa sua nuova vita agonistica.

Come vivi questo tuo ritorno nel mondo della corsa? Sensazioni, emozioni?

Il mio ritorno nel mondo della corsa – ci racconta – lo sto vivendo in modo più sereno e tranquillo rispetto a qualche anno fa, sapendo che lavorando tanto e bene il risultato prima poi esce, soprattutto dopo due anni davvero molto difficili con infortuni, uno dietro l’altro.” Situazioni che creano grande frustrazione, tolgono entusiasmo e voglia di faticare. Ma Antonio non ha mollato perchè “ho sempre avuto un fuoco dentro, è l’amore per questo sport che non mi ha fatto mollare e con molta calma e pazienza si è cercato di ritornare là dove avevo lasciato… Adesso sto bene ed uscire ad allenarmi, che sia un lento o lavori più impegnativi lo faccio con molta più serenità…”

Antonio, entrato a far parte della scuderia di Maurizio Di Pietro, torna con la mente alle prime uscite del suo nuovo inizio: “Ricordo che quando ho ripreso facevo fatica a correre 5/km, ma con pazienza e voglia siamo arrivati, con il mio coach, ad una condizione buona!”

Una condizione che lo ha visto protagonista della Mezza di San Gaudenzio a Novara e poi alla Mezza delle Due Perle, tra Santa Margherita Ligure e Portofino.

Un commento sulle tue ultime uscite sulle mezze, in particolare quella Verona? Come mai hai scelto proprio quella del campionato italiano?
Le mie uscite nelle mezze erano dei test per ritrovarmi e riabituare la testa a correre ad un certo ritmo per 21km e sono andate meglio di quello che ci aspettavamo (almeno io!). Poi abbiamo scelto di fare Verona per mettermi in gioco con altre migliaia di persone, per stimolarmi ancor di più e tentare il personale (di 1h12’37”, ottenuto nel 2014 a Trino Vercellese, ndr). Quella di Verona è una bellissima mezza maratona, è spettacolare con dei passaggi stupendi nel centro storico ed una cornice di pubblico pazzesco, ma purtroppo non così veloce, soprattutto nel finale, dove ho patito un po’ e l’obiettivo finale è sfumato… Ma questo mi fa capire che sono nella strada giusta per poter correre bene e togliermi delle piccole soddisfazioni in questo 2020″.

Una domanda sorge dunque spontanea: quali sono i prossimi obiettivi?
Non ci sono dubbi: il prossimo obiettivo di Antonio è l’ora in pista ad Asti a fine marzo. “Mi sono iscritto alla MonferRun (che si disputerà domenica prossima, ndr) – spiega – ma deciderò all’ultimo se tirarla o usarla solo come un allenamento, dipenderà tanto dal mio recupero in questa settimana. Poi l’8 marzo sarò alla 9 Miglia di Bra che è un test molto importante. Poi arriviamo all’obiettivo dell’ora in pista!”

Alla 13a Gensan Giulietta e Romeo Half Marathon, per i colori astigiani, sono arrivati al traguardo anche Massimiliano Scaglione, anche lui della Brancaleone Asti, in 1h33’16”, mentre per l’AtletiCanelli Elisa Santi ha chiuso in 1h38’30” ed Erika La Mattina, con 1h53’32”.

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