New York City Marathon: anche gli astigiani hanno conquistato la Grande Mela

Non potevano mancare gli astigiani alla New York City Marathon numero 49. Un’esperienza bellissima per tutti, emozione che traspare dai loro racconti e dai loro sorrisi soddisfatti nelle foto postate sui social per aver conquistato “la grande Mela”.

Non è mai così semplice fare la conta degli atleti nostrani presenti tra i 50 mila che domenica 3 novembre hanno percorso i più affascinanti 42 km e 195 metri del pianeta, a conti fatti ci risultano cinque astigiani presenti all’edizione 2019: Davide Mutton, Elda Clapasson e Fede Gianotti per la Gate Cral Inps, Vittorino Zaccone per la Brancaleone Asti e l’astigiana del Dragonero Ninni Sacco Botto, che il giorno prima della maratona ha partecipato anche alla 5 km Dash to the Finish Line, piazzandosi al quinto posto di categoria. Insieme a loro, da Vesime, tesserati per l’US Costigliole Giordano anche Tiziano Tealdo e Giacomo Molinari.


Vittorino Zaccone

Cronometro alla mano, ecco i loro risultati:
Davide Mutton 3:56:34
Fede Gianotti 4:07:51
Elda Maria Clapasson 4:12:31
Ninni Sacco Botto 4:16:34
Vittorino Zaccone 4:31:17
Tealdo Tiziano 6:35:39
Molinari Giacomo 6:35:39


Davide Mutton ed Elda Clapasson

Per segnalare eventuali altre presenze di astigiani a New York scriveteci a redazione@sportasti.it


Tiziano Tealdo e Giacomo Molinari

A Ninni Sacco Botto, maratoneta con alle spalle esperienze in tutto il mondo e pure una vittoria assoluta tra i ghiacci eterni delle isole Svalbard, nel 2010, abbiamo chiesto di raccontarci cos’è la New York City Marathon, e com’è stata la sua maratona, considerando che si è presentata alla linea di partenza con un alluce rotto: “La Maratona di New York è un’esplosione di emozioni, qualcosa di travolgente e davvero indescrivibile. Io ero molto prevenuta sentendo i racconti, pensavo che fosse una bella maratona, con tanto pubblico coinvolgente. Ma insomma, così anche altre, Berlino o Tokyo (tanto per stare in tema major). Mi sono ricreduta… è davvero indescrivibile. Non è una maratona, è un’esperienza, un fantastico rito di massa, che coinvolge podisti, pubblico, volontari. Non ti accorgi dei chilometri, della fatica. Sei letteralmente trascinata! Anche la levataccia, il lungo percorso per arrivare alla partenza, l’attesa infinita del via, è tutto strepitoso, emozionante.”

Ninni ci racconta nel dettaglio anche il percorso e come il contesto possa trasformare la maratona in un qualcosa di veramente unico, un racconto che ci trasporta direttamente sulle strade di New York.

Il percorso è un duro alternarsi di salite e discese. Ma c’è la gente! Gente che davvero butta il cuore al passaggio dei maratoneti. Straordinario, travolgente il pubblico di Brooklyn, primo grosso distretto attraversato dalla gara, se non si conta la partenza da Staten Island che è davvero solo una toccata e fuga su quel mitico ponte di Verrazzano dal quale si vede, lontanissima, Manhattan dove si trova il traguardo.
L’adrenalina è costantemente alle stelle, i chilometri volano, persino i poliziotti in servizio fanno il tifo, battono il cinque! Di tanto in tanto, però, c’è un silenzio davvero incredibile. Come sul lungo ponte che collega il Queens a Manhattan, dopo circa 25 Km di gara. Quei quasi 2km in salita sono selettivi, ma il crescente boato della folla che aspetta su First Avenue, è fantastico e di nuovo mi fa volare. Dopo un breve tratto nel Bronx, arrivano i 5 km di falsopiano in salita della First Avenue che mi riportano ad una sana umiltà, nonostante l’ overdose di adrenalina.


Ninni in azione alla Dash to the Finish line

Al 40° circa si entra in Central Park : la folla è immensa e si stringe intorno ai maratoneti. Che sensazioni stratosferiche!
La fatica è tanta e si sente tutta, ma dai, però è quasi finita… Come? Già finita?
Ancora qualche centinaio di metri, ultima salita in Central Park, cerco con gli occhi il traguardo, ben nascosto dietro un’ultima curva. Poi finalmente eccolo laggiù come un miraggio, ma reale e finalmente conquistato.
Ma che roba! New York con il suo calore, i suoi suoni e colori è la conferma che la corsa è gioia, passione e condivisione. New York è una maratona da vivere. Correrla è un’unica, lunghissima, indimenticabile esperienza, è la prova tangibile di una bellissima frase di Katherine Switzer: “se stai perdendo fiducia nella natura umana, esci e guarda una maratona”.