Marilena Cervellino: L’Astisport rimane una parte di me, ma adesso ho assunto un nuovo incarico…”

E’ un’estate triste per il calcio femminile astigiano: la storica squadra dell’Astisport non si è iscritta al campionato di serie C e, per il momento, ha chiuso la propria attività calcistica.

Una decisione arrivata dopo una delle migliori stagioni in assoluto della squadra astigiana che ha dominato il campionato di serie D, chiuso senza sconfitte, conquistando la promozione in serie C a cui si è aggiunto il trionfo in Coppa Piemonte. Poi nell’ordine sono arrivate la mancata iscrizione alla serie C (leggi QUI) e il comunicato ufficiale in cui si dichiarava la chiusura dell’attività calcistica (leggi QUI).

E proprio dopo la comunicazione ufficiale della società abbiamo nuovamente sentito Marilena Cervellino, storica capitana e negli ultimi anni allenatrice della squadra astigiana, con cui abbiamo fatto una lunga chiacchierata in cui ha ripercorso la sua storia con l’Astisport e in cui ci ha svelato cosa farà nel futuro prossimo.

Marilena partiamo dai tuoi inizi con l’Astisport:

“Ho iniziato con Astisport nel 99 quando si chiamava ancora Massimiliano Giraudi ed era il primo anno di calcio a 11 femminile ad Asti. Per anni siamo sempre state squadra di alta classifica ma senza mai vincere nulla, finché grazie ad un ripescaggio siamo salite in serie C disputando alcuni buoni campionati. Nel frattempo io ho appeso le scarpette al chiodo, il mister voleva cambiare aria, così è stato proposto a me di seguire il gruppo.”

Ovviamente tu hai accettato:

“Si, ma nel 2014 rimango incinta e nonostante i doverosi ringraziamenti a chi ha dato supporto alle ragazze, siamo retrocesse. Stavo diventando mamma e la voglia di allenare veniva scemando, la retrocessione oltretutto mi aveva tolto stimoli, però ero rammaricata e volevo che ci rifacessimo e ci riprendessimo il nostro posto. Non è stato facile, non avevamo alcun tipo di sostegno dall’amministrazione pubblica né tanto meno da alcuno sponsor. Per 6/7 anni ho seguito le ragazze per passione senza mai un rimborso, anzi…. il che va bene finché non si hanno impegni che richiedono maggiore attenzione come una bambina o il lavoro, però l’ho fatto lo stesso, esattamente come coloro che mi sono sempre stati vicini a partire da Claudio Iadanza per arrivare quest’anno anche a Mario Rizzo.”

Nonostante tutto questo non hai voluto mollare prima di riportare la squadra dove meritava di stare:

“Si, in due anni siamo riuscite a tornare in serie C stavolta con le nostre forze e vincendo tutto ciò che c’era da vincere senza mai perdere una sola gara tra campionato e coppa. L’unione fa la forza e noi lo eravamo. Le soddisfazioni sono state davvero tante per me ma anche per tutte le ragazze, poi però a fine stagione ho dovuto trarre le somme e sicuramente l’unico pro era la passione perché poi di contro ce n’erano troppi, in primis il dovermi prendere l’incarico di cercare e sostenere un’impianto sportivo almeno per le gare, io non avevo più voglia di essere così tanto impegnata con la squadra nè di continuare a sobbarcarmi di incarichi che non sono specifici di un mister e relativi motivi e ho preferito dimettermi.”

E adesso cosa farai?

“L’Astisport rimane sicuramente una parte di me. A lei ho dato molto e l’ho fatto con piacere però come tutte le cose belle prima o poi devono finire e finire così come quest’anno è stata la cosa migliore. Pensavo di starmene a casa a godermi la mia famiglia, ma poi ho ricevuto varie richieste, alcune anche molto allettanti però ho deciso di non allenare più, almeno per ora. Volevo precisare che il mio impegno alla SCA non si discute, è la mia seconda casa e continuerò a portare avanti il progetto PINK SCA. Adesso sto dando un aiuto “esterno” al Chieri Calcio che muove i primi passi nel femminile, prenderà parte al campionato di serie D; inoltre ho assunto l’incarico come direttore sportivo con la Femminile Area Calcio che invece è ben avviata gia da qualche anno (milita nel campionato di serie C) e dove ho trovato persone che investono molto su un progetto a lungo termine e con le quali ho trovato subito il giusto feeling.”

E a noi non resta che augurare un sincero in bocca al lupo per questa nuova avventura a Marilena, tenendo d’occhio le giovani ragazze che farà crescere con il progetto Pink SCA.