Conoscere il bullismo per imparare a prevenirlo, grande interesse per il convegno dell’Asti Martial Club

La proposta delle arti marziali nella gestione e nella prevenzione del bullismo è il tema al centro dell’incontro organizzato dall’Asti Martial Club, in occasione del primo anno di attività, per sensibilizzare verso un fenomeno molto diffuso.

L’evento, dal titolo “Conosci il bullismo?”, ha visto la partecipazione di Gloria Fasano, psicologa e psicoterapeuta, nonché responsabile della sede astigiania dell’Unicef; Francesca Maccario, avvocato; Giuseppe Vrilletti, appartenente all’Arma dei Carabinieri e tecnico Krav Maga della palestra Asti Martial Club.

Non solo sport, quindi, in casa Asti Martial Club. “L’idea è di porci anche come educatori – ha spiegato il padrone di casa Neri Baglione – affiancando a famiglie e scuola, per sviluppare tematiche che favoriscano lo sviluppo etico e morale nei nostri bambini.”

L’iniziativa ha visto il coinvolgimento anche dell’UNICEF Sezione di Asti perché è molto importante, secondo gli organizzatori, sensibilizzare anche al sostegno di associazioni che si adoperano per i bambini, perchè “è più utile un piccolo gesto da parte di tanti, che il sacrificio di poche persone” – ha voluto sottolineare Neri. Inoltre, l’UNICEF, da qualche tempo, accanto allo storico impegno per i bambini che affrontano difficoltà nelle aree povere del mondo, ha avviato attività specifiche ponendo l’attenzione verso i nostri bambini che sono colpiti da una serie di problematiche che richiedono molta attenzione.

La disciplina marziale non è poi così lontana da queste iniziative formative proposte dall’Asti Martial Club, anzi, le due cose vanno nella stessa direzione: quella di coltivare e accrescere l’autostima nei bambini. La stima delle proprie capacità, con la consapevolezza di saper fronteggiare eventuali situazioni critiche, è fondamentale.

Sulla costruzione di una propria idea di sè stessi si snodano i problemi legati al bullismo, come ha spiegato Gloria Fasano, e gli adulti si devono rendere conto di essere loro i modelli che i bambini seguono. I bambini che hanno salde famiglie alle spalle, che fanno passare messaggi solidi, non subiscono rispetto ad altri dai modelli più fragili.

Bullo e vittima hanno una radice comune: una sorta di analfabetismo emotivo. I bulli sono tendenzialmente viziati che non vengono contenuti dai propri genitori nei momenti in cui manifestano atteggiamenti da prepotenti nei confronti dei pari, per loro tutto è lecito e sdrammatizzato; le vittime, invece, provengono normalmente da contesti in cui i genitori non li aiutano a far valere i propri diritti, ad arrangiarsi nelle difficoltà quotidiane. Per loro, c’è sempre qualcun’altro a “togliere le castagne dal fuoco”, per cui, nel momento in cui vengono vessati, non hanno la possibilità di reagire in autonomia e difendersi.

Iniziative come queste rappresentano un momento importante per aiutare i genitori a fermarsi a riflettere sul proprio ruolo e su come lo stanno svolgendo, a porsi delle domande ed, eventualmente, a porre rimedio ad errori inconsapevoli.

E l’Asti Martial Club non si ferma qui, saranno altri i focus che proporrà nei prossimi mesi, per formare i bambini a tutto tondo e dare prezioso supporto alle loro famiglie.